Jane Goodall, quando la passione e il sogno volano.

Due eventi per conoscere o per incontrare una persona straordinaria.

Mostra fotografica, organizzata dall’ass. Vegetaliana

Jane Goodall Institute Italia a Empoli
2 giugno ore 15-20
Palazzo delle Esposizioni
P.zza Guido Guerra

JANE IN ITALIA, PREMIATA A FIRENZE NELLA GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE
Performance live con il film “Jane’s Journey”
3 giugno 2012: Il viaggio di Jane, Teatro Odeon, Firenze 0re 21.00
5 giugno 2012: premio Monito del Giardino, Aula Magna Università di Firenze ore 10.00

Incoraggiata dalla madre Vanne, l’attrazione di Jane Goodall per gli animali cominciò in età molto giovane. Fin da piccola lesse avidamente libri sugli animali, sognando di vivere come Tarzan e Dr. Dolittle, osservando e descrivendo gli animali con cui viveva.

Da ragazza la sua passione cresceva. E quando un’amica intima la invitò ad andare in Kenya nel 1957, Jane accettò prontamente. Pochi mesi dopo il suo arrivo incontrò il famoso antropologo e paleontologo Dr. Louis Leakey. Uno degli interessi di Leakey fu studiare gli scimpanzé in natura in modo da prendere visione del percorso evolutivo dell’uomo. La pazienza e il persistente desiderio di Jane di comprendere gli animali incitò Leakey a scegliere lei per i suoi studi pionieristici. Egli ritenne che una mente libera da influenze accademiche potesse fornire delle nuove prospettive. Era intenzione di Leakey che le ricerche di Jane fossero a lungo termine, anche se in molti erano convinti che lei non avrebbe resistito più di tre settimane.

Nell’estate del 1960, una giovane donna Inglese arrivò sulle sponde del lago Tanganyika in Tanzania, Africa Orientale. Anche se fino ad allora nessuna donna aveva osato entrare nel territorio selvaggio delle foreste Africane, andarci significò il compimento del sogno dell’ infanzia di Jane Goodall!

Nel 1965, Jane Goodall si laureò in etologia all’Università di Cambridge. Poco dopo, ritornò in Tanzania per continuare le ricerche e istituire il Gombe Stream Research Centre. Le sue importanti scoperte scientifiche formarono la base per tutti gli studi futuri sui primati. Una delle numerose osservazioni che stupirono il mondo fu che gli scimpanzé costruiscono e usano strumenti. Infatti, a quel tempo, era ritenuto che tale comportamento fosse solo una prerogativa dell’uomo. Attraverso gli anni i suoi studi rivelarono molte somiglianze impressionanti tra l’uomo e gli scimpanzé.

Nel 1977, Jane fondò il Jane Goodall Institute per sostenere le ricerche sul campo, i progetti di conservazione concernenti gli scimpanzé e il loro ambiente, ed i progetti di educazione ambientale e interculturale. Il Jane Goodall Institute è una organizzazione non–profit internazionale con uffici in 21 paesi del mondo: Austria, Australia, Belgio, Canada, Cina, Congo, Francia, Germania, Giappone, Kenia, Inghilterra, Italia, Olanda, Singapore, Spagna, Sud Africa, Svizzera, Taiwan, Tanzania, Uganda, USA.

Oggi la missione dell’Istituto è di promuovere relazioni positive tra l’uomo, l’ambiente e gli animali, tutelare l’habitat dei primati, promuovere attività che assicurino il benessere degli animali, sia in natura che in cattività. Lo stretto rapporto di interdipendenza che lega l’uomo alla natura ci impone di costruire sempre nuovi ponti: l’impegno verso la conoscenza e la protezione degli scimpanzé e del loro ambiente rappresenta l’anello di collegamento tra la salvezza di una specie e il benessere di tutti gli esseri viventi.

Jane Goodall ha dimostrato che gli scimpanzé manifestano comportamenti ritenuti in precedenza esclusiva caratteristica dell’uomo: possono ragionare e risolvere semplici problemi, costruire e usare utensili, provano emozioni simili alle nostre, hanno una complessa vita affettiva ed un certo grado di autocoscienza.

L’Istituto si dedica alla conservazione degli scimpanzé e del loro ambiente naturale; alla denuncia delle deplorevoli condizioni nelle quali spesso si trovano gli scimpanzé in cattività; all’educazione ambientale e interculturale; al miglioramento della qualità della vita delle popolazioni locali, ritenendo che non sia possibile proteggere gli scimpanzé senza tenere conto delle esigenze di sviluppo di coloro che condividono lo stesso ambiente.

I progetti dell’Istituto Jane Goodall

I progetti dell’Istituto includono il programma umanitario e ambientale internazionale dedicato ai giovani “Roots &Shoots”, mirato a educare al rispetto per l’ambiente, favorire la conoscenza e la comprensione di altre culture; il Gombe Stream Research Centre, in Tanzania; cinque oasi faunistiche in Africa, dove trovano rifugio gli scimpanzé sottratti al traffico illegale, e sono centri attivi per l’educazione e la tutela ambientale; il progetto progetto TACARE, finanziato dalla Comunità Europea, che prevede il sostegno a 30 villaggi africani attraverso la riforestazione, l’assistenza sanitaria di base, la pianificazione familiare, l’assistenza alle donne e ai bambini orfani, e progetti di microcredito. La “rete della vita” unisce uomini, animali e ambiente, e l’attenzione prestata agli scimpanzé ci fornisce lo strumento per migliorare l’ambiente a beneficio di tutti gli esseri viventi, incluso l’uomo. I progetti del JGI sono rivolti all’uomo, agli animali e all’ambiente. Nel CENTRO DI RICERCA DEL PARCO NAZIONALE DI GOMBE, in Tanzania, gli studi diretti da Jane Goodall continuano a fornire nuove conoscenze sull’ecologia e sul comportamento dei primati.

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