Mercoledi 14 ottobre sono andata a Lucca, città meravigliosa. Non avevo molto tempo ma ho potuto partecipare a due laboratori, entrambi molto interessanti. Il primo “La scatola della memoria” (spesso indicato in inglese o tradotto come memory box) è una nota iniziativa di welfare culturale sviluppata dall’Archivio di Stato di Modena in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia (UniMore), il Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) dell’AUSL di Modena e il Cultural Welfare Center (CCW) di Torino.
La Scatola della memoria è un progetto realizzato nel 2022 in dieci centri per anziani con demenza e Alzheimer del territorio di Modena e Carpi. Le scatole contengono riproduzioni di fotografie e documenti storici, materiali e proposte creative per stimolare ricordi, sensi, emozioni e relazioni. Pensate per accompagnare le attività quotidiane con operatori e familiari, includono anche uno strumento per valutare il benessere prima e dopo l’esperienza.
Ogni partecipante ha fatto la propria Memory Box, gli strumenti a disposizione: riviste, foto e un oggetto personale da mettere nella scatola. Forbici, colla, qualche pennarello e i racconti dei partecipanti. Sto pensando seriamente di proporlo…vediamo…molto brave le relatrici, Grazie!
Qualche foto per la qui presente memory blog.


Il secondo laboratorio a cui ho partecipato è stato un tuffo nella memoria, in quel luogo dove sta il teatro amato e vissuto in tempi andati. Il periodo in cui frequentavo corsi, ed essendo questo un laboratorio di teatro in carcere, mi ha riportato a Volterra quando ne feci uno con Armando Punzo. Fu una bella conoscenza, fu un’esperienza. Qui ho trovato Metropopolare, un collettivo di artisti che lavora in carcere, regista Livia Gionfrida. Mi è piaciuto, molto belli alcuni esercizi che probabilmente utilizzerò in qualche laboratorio (da ricordare: in circolo ad occhi chiusi si conta, il cerchio che si muove insieme, camminata a due frenata da chi sta dietro).